I Dintorni

Pozzallo

Il porto di Pozzallo è uno dei più importanti approdi della Sicilia orientale e la sua struttura serve tutta la provincia iblea; da esso ogni anno partono tonnellate di materie prime e merci della laboriosa terra iblea, inoltre approdano frotte di turisti desiderosi di visitare le numerose bellezze della provincia di Ragusa.

Pozzallo è l’unico Comune della provincia ad adagiarsi sulla fascia costiera, in una frangia di terra compresa fra il Mare Mediterraneo e le vallate dell’altopiano ibleo, la sua costa si estende dalla Punta Raganzino sino al litorale della Marza.

L’etimo "Marza" deriva dal nome che lo storico arabo Edrisi (vissuto nel XII secolo) scelse per Pusalo; "Marsa As Deramini", ovvero "porto dei Dromoni".

I dromoni erano le galee cristiane che lanciavano il fuoco greco (una miscela di salnitro, zolfo e pece) contro le navi musulmane che razziavano la Sicilia.

Il luogo più bello del paese è la Piazza delle Rimembranze, con le sue palme mediterranee che disegnano il perimetro e decorano i palazzi novecenteschi che vi si affacciano.

Girando per questa splendida cittadina potrete ammirare il Palazzo Giunta con la sua terrazza balaustrata, il Palazzo Pandolfi (1868), le splendide costruzioni Liberty, il palazzo Musso (del 1845) con il suo loggiato aperto verso la Piazza e l’altro lato rivolto alla Torre.

La posizione geografica di questa città favorì gli insediamenti umani fin dalle epoche più remote; l'archeologo Paolo Orsi (studioso e scopritore della Sicilia preistorica) ha scoperto in questo territorio testimonianze della presenza romana e bizantina; particolarmente interessanti sono le monete romane ed i sepolcreti rinvenuti in questa parte del territorio ibleo.

La Torre Cabrera
Questa Torre, detta anche "l’impietrita sentinella del Mediterraneo" è il simbolo di Pozzallo ed è l’unica testimonianza architettonica del 1400 che è rimasta superbamente eretta.

Fra tutte le poderose fortificazioni che vennero costruite per fronteggiare le incursioni saracene nel territorio ibleo, la Torre Cabrera era la più imponente e la meglio fortificata.

Con il permesso del Re di Sicilia Alfonso V di Aragona, essa venne costruita del 1492 per volere del Conte di Modica don Giovanni Bernardo Cabrera.

Il castellano della Torre era il Maestro Portolano, a volte duro e spietato e a volte generoso con i castellani.

Annesso alla Torre esisteva anche un "Caricatore", un luogo di attracco per le navi mercantili.

Oggi la Torre racchiude nelle sue pietre secoli di storia e presto la potrete visitare anche nei suoi interni sapientemente restaurati.

Scicli

Questo paese venne costruito sul colle di San Matteo dove potete ancora visitare dei sepolcreti scavati nella roccia e coperti con lastre di pietra, le rovine del Castello e della torre triangolare (che servì quasi sicuramente come mezzo di difesa contro le invasioni elleniche);

altre testimonianze del glorioso passato di questo posto sono le lapidi, i sepolcri, i resti di un abitato greco presso la foce dell'Irminio ed alcuni frammenti fittili presenti nei siti archeologici di questi luoghi.

Accanto a questi resti sono stati rinvenuti inoltre tracce cartaginesi e romane, specie verso la foce dell'Irminio, dove sono stati trovati alcuni ambienti con pavimento.

In questa graziosa cittadina potrete ammirare dei bellissimi palazzi settecenteschi, oltre alle numerose chiese ricche di storia ed arte; molto bella è ad esempio la Chiesa di San Bartolomeo (XV secolo) il cui interno vi permette di ammirare un presepe ligneo del 1573, la Chiesa Madre della Madonna delle Milizie, in stile barocco, ricca di stucchi dorati ed affreschi.

Altre Chiese di incomparabile bellezza sono quelle di San Matteo, molto suggestiva, la chiesa della Croce, il Complesso monastico dei Carmelitani (1386) e la Chiesa di Santa Maria La Nova in stile neoclassico e risalente al XV secolo.

Molto suggestivo è anche il Santuario della Madonna delle Milizie a circa 1,5 km di distanza da Scicli.

Uno dei monumenti barocchi più significativi dell'intero ragusano è il suggestivo "Palazzo Beneventano" che potrete immortalare nelle vostre foto in ricordo del vostro viaggio nella meravigliosa terra iblea.

Modica

Il grosso centro sorge a breve distanza dal capoluogo e si articola su due livelli di urbanizzazione: Modica Bassa e Modica Alta. Città di antica fondazione, ha probabili origini greco-sicule; in età romana fu la prospera Motya che venne chiamata Mohac dagli Arabi che se ne impossessarono attorno al IX sec.

Importante sotto i Normanni, divenne poi feudo dei Chiaramonte, dei Cabrera e degli Henriquez. Nel periodo risorgimentale fu un covo di fermenti antiborbonici.

La scenografica Chiesa di S. Giorgio (Duomo) è originaria della prima metà del XVII sec. ma venne ricostruita integralmente nel XVIII sec.

Il magnifico prospetto a triplice ordine si affaccia su un'imponente scalinata; nelle splendide fogge del barocco siciliano l'esterno richiama da vicino l'omonima chiesa di Ragusa e venne portato a compimento, nell'ordine superiore, nella prima metà dello scorso secolo.

L'interno, a croce latina, è scandito da ben cinque navate e presenta, nella porzione absidale, uno splendido polittico cinquecentesco molto probabilmente della scuola di Antonello da Messina. Si notino i pregevoli stucchi del coro ed i preziosi intagli barocchi settecenteschi.

L'altare maggiore, realizzato tra la fine del XVII sec. e gli inizi del XVIII, si qualifica per le raffinate cesellature argentee.

Presso un ingresso laterale è una notevole Assunta secentesca di Filippo Paladino. Si noti, sul pavimento in marmo, un curioso orologio solare con le figurazioni dei segni zodiacali.

La Chiesa di S. Pietro è trecentesca nelle origini ma presenta tratti settecenteschi, frutto di una ricostruzione conseguente a ben due distruzioni causate da eventi sismici nel corso del sec. XVII.

La squisita facciata barocca a due ordini aggetta su uno scenografico scalone, delimitato da una cancellata in ferro con pregevole corredo di statue.

L'interno è tripartito da maestose colonne culminanti in splendidi capitelli di tipo corinzio.

Spiccano la scultura di S. Pietro ed il paralitico del palermitano P. Civitelli (fine del XIX sec.) e la Madonna di Trapani (navata destra, quarto altare), pregevole copia in marmo della ben più nota del Laurana.

La Chiesa di S. Maria di Betlem risale al periodo normanno ma di quell'epoca sono rimasti esclusivamente due portali: Il resto è frutto di rifacimenti e riedificazioni.

L'interno, tripartito, presenta un soffitto a lacunari della seconda metà dello scorso secolo come il coevo pavimento marmoreo. All'altar maggiore è un'Assunta settecentesca di un artista locale.

Nel Palazzo dei Mercedari è stato ordinato il Museo Ibleo delle Arti e Tradizioni Popolari che costituisce un interessante spaccato etnografico sulla tradizione artigiana e rurale del luogo.

Nell'annesso Museo Civico sono visibili reperti archeologici, documentazioni fossili, testimonianze d'arte greca e paleocristiana, pitture sette-ottocentesche.

Il Palazzo De Leva si caratterizza per il quattrocentesco portale tardo-gotico.

Ragusa

La città sorge sui contrafforti meridionali della montagna iblea, in una zona caratterizzata dal complesso assetto dell' orografia cha comprime i due nuclei maggiori di Ragusa e Ibla tra le profonde depressioni scavate dai torrenti S. Leonardo e S.Domenico, tributari del bacino idrografico dell' Irminio.

Saggi di natura archeologica e la presenza di antichi sepolcri scavati nella roccia suffragano la tesi che il luogo fosse abitato sin dalla preistoria e precisamente dall' età del bronzo.Certamente ne3l luogo sorge l'agglomerato siculo noto quale Hibla Heraea che stabilì relazioni con colni greci provenienti da Camarina, nucleo di fondazione siracusana.


Scarse sono le notizie che si hanno della romana Hibla che venne con tutta probabilità rasa al suolo dai Vandali. Nuovamente edificata da coloni dalmati provenienti da Ragusa che le dettero il nome della madrepatria(VII sec. d.c.), venne rafforzata da una cinta muraria in età bizantina per fronteggiare le ripetute incursioni piratesche dei Saraceni.


Nella prima metà del IX sec. Ragusa cadeva in mano araba. Con l'avvento dei Normanni venne eletta a contea, sul volgere XI sec. ed un secolo più tardi tale istituzione comprendeva anche Modica. Infeudata ai Chiaramonte, passò quindi agli Aragonesi ed agli Henriquez.

Gravemente danneggiata dal sisma del 1542 e poressochè devastata da quello del 1693, conobbe profonde trasformazioni nell'assetto urbanistico. Durante le guerre risorgimentali la città dette un profondo contributo alla lotta contro il potere borbonico.


Nel 1865 con la denominazione di Ragusa Ibla si costituiva un'unità amministrativa che comprendeva la porzione più antica del centro urbano, mentre andava sempre più sviluppandosi la parte nuova, detta Ragusa Superiore.


Nel 1926 si addivenne alla definitiva riunificazione che vide, l'hanno successivo, la nascita della nuova Provincia. La Ragusa dei nostri giorni consta di due nuclei urbani sostanzialmente distinti: presso lo sperone orientale si arrocca Ibla che ha caratteristiche topografiche ed urbanistiche di evidente matrice medievale.

Ad occidente si estende Ragusa che si caratterizza per l'impronta moderna e per la regolarità planimetrica con ampi assi ortogonali.


La città è attiva nel settore industriale ed in particolar modo in quello collegato all'estrazione di petrolio, con preminenza della lavorazione petrolchimica ed una vivace industria plastica, metallurgica ed alimentare.

Molto sviluppate sono le attività artigianali che producono ceramiche decorate con scene di vita siciliana, ferri battuti, ricami e sete lavorati a mano, sfilati, lavori in paglia e vimini. Tra le espressioni più caratterirstiche del folclore locale ricorderemo la processione dei misteri che ha luogo in occasione delle celebrazioni del Venerdì Santo e durante la quale i fedeli recano in processionei " Misteri", sculture che rappresentano la Passione.

La centrale via Roma è tradizionale punto di ritrovo; in una delle strade adiacenti ed in piazza S.Giovanni si concentrano i principali esercizi commerciali.Il mercato settimanale ha luogo il mercoledì in località Selvaggio.L'offerta delle merci va dai generi di abbigliamento, alla biancheria ed agli articoli per la casa.

Vi si trovano generi ortofrutticoli e specialità di tipo alimentare quali il gustoso caciocavallo locale " Ragusano", pepato e non, ed il miele di timo proveniente dalla regione iblea.

Cattedrale - Vigorosa costruzione d'impianto settecentesco, è intitolata a S. Giovanni Battista e domina l'omonima piazza, delimitata da una balaustra marmorea, nella porziona più recente dll'abitato.

L'elegante "facciata" a doppio ordine si sviluppa in larghezza ed è scandita verticalmente, nell'ordine inferiore, da poderose colonne culminanti in capitelli ornati. Ai lati del portale maggiore si trovano delle colonnine binate scanalate, sostenenti un ornato architettonico d'impronta barocca, assai ricco di figurazioni scultoree.

A fianco della facciata si erge l'artistica ed elevata torre campanaria che lulmina in una scultura cuspidata. Sulla crociera svetta la cupola sostenuta da un tamburo poligonale.

L'"interno" è di tipo basilicale e si dispone su tre navate; quelle laterali sono scandite da cappelle dello scorso secolo, ornate da artistici stucchi. Alle spalle della Cattedrale è situata la "Casa Canonica" che presenta interesse per l'eleganza delle linee architettoniche settecentesche.

Chiesa di S. Maria della Scala - Nella parte più orientale di Ragusa, prende il nome dalla suggestiva scalinata che conduce alla Chiesa di S.Maria dell'Itria (XVIII sec.).

S.Maria delle Scale è originaria del Quattro-Cinquecento e venne largamente riedificata dopo il terremoto del 1693, conservando alcune strutture originarie del primo edificio, tra le quali si notano il campanile, il portale e gli avanzi del pergamo.

L'interno, percorso da navate d'impronta gotico-rinascimentale, accoglie (secondo altare destro), in una cappella ristrutturata nel 1500, un bassorilievo fittile della prima metà del medesimo secolo raffigurante una Dormitio Virginis di evidente matrice gaginesca.

Chiesa di S.Giorgio - Capolavoro del Barocco settecentesco, domina con la sua cupola neoclassica il quartiere di Ibla. Il progetto di questo edificio venne elaborato da R. Gagliardi ed ultimato nel 1775. La scenografica facciata aggetta su una scalinata e si caratterizza per il triplice ordine, scandito in senso verticale da colonne e ornato da motivi scultorei e fioriti.

Annoverata tra le più belle costruzioni religiose di questa porzione della Sicilia, reca un interno tripartito e separato da pilastri. Nella Sagrestia si possono ammirare il prezioso tesoro ed alcune figurazioni scultoree della bottega dei Gagini.

Chiesa di S. Giuseppe - Anche questa costruzione di Ibla si caratterizza per l'ornato della facciata barocca che richiama motivi già presenti in S. Giorgio. Anch'essa è opera dell' architetto Gagliardi. L'interno, dalla singolare pianta ellittica, propone motivi tipici del XVIII sec. Tra le varie opere d'arte è notevole il simulacro del Santo titolare, raffinata scultura del XVI sec.

Chiesa di S. Giorgio Vecchio - E' posta nelle vicinanze dell' accesso al Giardino Ibleo. Il pregevolissimo portale di fattura Gotico-Catalana è databile dalla seconda metà del XV sec. e costituisce l'avanzo più cospicuo di quello che un tempo fu l'edificio religioso più notevole di Ibla.

Chiesa dei Cappuccini Vecchia - Sorge all'interno del Giardino Ibleo è conserva tre notevoli tele attribuite a Pietro Novelli e una tavola del XVI sec. Nel medesimo giardino pubblico è la Chiesa di S. Domenico caratterizzata da un bel campanile in maiolica.

Chiesa dell'Immacolata - Originaria del XIII sec., venna realizzata assieme al Monastero dei Frati Minori e fu in seguito ristrutturata a più riprese. La Chiesa, conosciuta un tempo come S. Francesco, presenta un bel campanile e un portale del periodo svevo.

Palazzo Donnafugata - Tra i più notevoli testimoni di edilizia settecentesca, ospita all'interno la Collezione privata del Barone Arezzo. Tra le opere pittoriche (si segnalano quelle attribuite allo Spagnoletto ed al Caravaggio) spicca la Madona col Bambino che molti ritengono opera di Antonello da Messina, altri di Antonio Solaro. Altre tele sono di artisti fiamminghi; vi sono poi supellettili di pregio, vasi e ceramiche, alcune delle quali di provenienza orientale.

Palazzo Cosentini - Tipica espressione di architettura barocca, si caratterizza per le sagome dei pensoloni dei balconi.

Palazzo Battaglia - La sua particolarità risiede nella diversa disposizione delle facciate che sono stilisticamente assai differenti tra di loro.

Ponte dei Cappuccini - Le elevate campate a doppio ordine (prima metà del XIX sec.) sono una nota caratterizzante del panorama della città nuova e contrastano visibilmente con le linee moderne delle costruzioni di più recente impianto attorno alla Cava di S. Domenico.

Museo Archeologico Ibleo - Istituito negli anni Sessanta presso locali sistemati sotto l'Hotel Mediterraneo, ospita reperti ordinati per criteri cronologici e topografici rinvenuti nel territorio provinciale.

La Sezione I è dedicata ai materiali relativi all'archeologia preistorica, con reperti databili dal Paleolitico al periodo del Bronzo, del quale si osservano le documentazioni della facies del Castelluccio.

La Sezione II ci mostra i reperti rinvenuti presso l'insediamento ellenico di Camarina, con abbondanza di corredi funerari dalle antiche necropoli, reperti fittili da una fornace del V-III sec. a.C. e ceramiche greco-romane.

Nella Sezione III sono ordinati i materiali dalle sedi sicule del periodo arcaico e di quello classico, con particolare riferimento a Monte Casasia, e documentazioni rinvenute nelle necropoli di Rito e Castiglione.

La Sezione IV è relativa ai rinvenimenti affiorati nelle sedi ellenistiche; si notino i reperti di Scornavacche e la fedele ricostruzione di un laboratorio ceramico, realizzato con l'impiego di materiali originari.

Nella Sezione V sono ordinate le testimonianze sulle sedi dal periodo romano in poi; di grande interesse sono i decori musivi di un luogo di culto paleocristiano rinvenuti a S. Croce Camarina, i reperti provenienti da Caucana e le iscrizioni di Comiso. Nella Sezione VI sono custoditi reperti di varia estrazione.

Le miniere di asfalto e di petrolio, poco fuori della città, rivestono un grande interesse e sono parzialmente a cielo aperto o in galleria. Nel circondario sono operative le strutture della petrolchimica ANIC. Nella zona è visibile una latomia con tracce di antichi sepolcreti cristiani databili dal IV-V sec.